Nome: Ayze
Razza:Umano
Classe:Guerriero
Allineamento:Neutrale
Storia:
Sono una ragazza allegra e socievole, ma dietro a queste buone qualità vi è una triste storia…
Un giorno della mia infanzia, sempre stata felice e gioiosa, mi ritrovai sola…i miei genitori erano morti…era rimasto solo mio fratello maggiore. Mi sentivo sola, ma lui è riuscito a darmi speranza e un motivo per andare avanti…grazie, Ban…
La mia famiglia era formata da quattro componenti: mio padre, Daisuke, gran lavoratore, molto attaccato alla famiglia e attento e premuroso con me e mio fratello, mia madre, Zoe, donna instancabile, ottima casalinga, sempre allegra, aveva la capacità di risollevarci il morale nei momenti più difficili, il mio fratellone, l’unico parente rimastomi…mi ha aiutata a superare i momenti più duri della mia vita e per questo gliene sarò sempre grata…lui è tuttora al mio fianco, ed in fine ci sono io.
Non eravamo ricchi, anzi…tutt’altro, ma ci siamo sempre aiutati l’un l’altro, eravamo una famiglia felice e serena, ma un brutto giorno, quando avevo 10 anni, la mia vita fu segnata da una terribile tragedia: eravamo tutti insieme nel tinello che pranzavamo allegramente, sentimmo bussare e mio padre andò ad aprire, sulla soglia di casa vi erano 3 soldati che con fare autoritario erano entrati senza essere invitati a farlo. Mio padre non riusciva a capire cosa stesse succedendo, ma sapendo che le guardie imperiali non irrompono nelle case dei cittadini per visite di cortesia disse a mio fratello di andare in un’altra stanza e di portarmi con lui…dalla stanza dove ci eravamo rifugiati sentii le guardie accusare mio padre di furto e lui negare di aver compiuto tal gesto. Sono sicura della sua innocenza, non avrebbe mai compiuto un simile gesto ed evidentemente mia madre la pensava come me…la sentii pronunciare parole in difesa di mio padre e i soldati ordinarle di tacere…poi udii un tonfo, qualcuno era caduto a terra e dal grido di mia madre capii che le guardie avevano colpito mio padre che nonostante avesse incassato il colpo continuava a sostenere la sua innocenza, le guardie gli ordinarono di alzarsi e di smettere di negare la sua colpevolezza dato che mio padre continuava a dichiararsi innocente iniziarono a colpirlo e mia madre gridando si insinuò tra mio padre e le guardie…quest’ultime, colpendola con troppa forza, la uccisero…Dalla stanza riuscii a comprendere tutto ciò e scoppiai a piangere…feci per uscire e correre dai miei, ma mio fratello mi fermò e mi strinse a se, io cercai di divincolarmi, ma infine mi arresi…sapevo che non avrei potuto far niente per loro…sentii mio padre gridare e capii che si era scagliato, in un misto di rabbia e dolore, contro le guardie…dopo poco…un altro tonfo…più niente, non volevo pensarlo, ma in cuor mio sapevo che anche mio padre aveva fatto una triste fine. Aspettai che le guardie se ne fossero andate e poi corsi nel tinello con la speranza di essermi sbagliata, nella speranza che loro fossero ancora lì…vivi…ma non era così…mi sentii gelare, sprofondai nella disperazione…non scorderò mai quel giorno…è stato il più terribile della mia vita…
Mio fratello ed io, dopo averli seppelliti, ci trasferimmo per poterci ricostruire una vita…Ban è riuscito a trovarsi un lavoro e si è sempre preso cura di me. Per molto tempo non riuscivo a capacitarmi della loro morte, ma solo il tempo e l’affetto di mio fratello riuscirono a lenire il profondo dolore e la disperazione che porto tuttora dentro e a farmi tornare il sorriso e la voglia di
vivere……
In costruzione U.U